08 Mag 2017

La dimensione dei sogni, solitamente, sono inversamente proporzionali all’età. Da piccoli siamo molto più orientati a progettare attività molto importanti e, anche se a quell’età non lo capiamo, complesse. Così sogniamo di essere a capo di una multinazionale o di svolgere una professione con più sedi in giro per il mondo.

Nessun adulto è in grado di pensare davvero in grande come sa fare un bambino con i suoi tanti sogni.

Da adulti però, quando cominciamo a crescere, ci rendiamo conto del livello d’impegno e di difficoltà e di incertezza che comporta quell’ambizione, e così ridimensioniamo quei sogni.

Fino a ridurre talmente tanto le ambizioni che ci basta trovare “un semplicissimo posto” di lavoro non meglio identificato che ci garantisca la sussistenza a noi e ai nostri cari e siamo contenti. Spesso è la necessità di arrivare velocemente a percepire un reddito che ci spinge ad “andare poco peri il sottile”.

E una volta trovato il “posto” ci si adatta a quella situazione fino a considerarla più che accettabile e così si fa di tutto per mantenerlo (vedi Checco Zalone in “Quo vado”).

Pensare in grande

Bisogna invece fare di tutto per mantenere alte la ambizioni. Pensare in grande è fondamentale per ottenere grandi risultati. La maturità rispetto alla ingenuità  dei bimbi che semplicemente sognano è di saper programmare e un percorso. Definire un serie di sotto-obiettivi che raggiunti uno alla volta siano capaci di portare ai grandi risultati a cui meriti di ambire e di raggiungere.

Donald Tramp, l’attuale presidente degli Stati Uniti, ha fatto del “pensare in grande” la sua parola d’ordine. Qualsiasi progetto suo ha la caratteristica di lasciare a bocca aperta. Ha costruito negli anni  campi da golf giganteschi nei luoghi più esclusivi del mondo e palazzi mozzafiato nelle zone più lussuose dell’emisfero.

Con questo atteggiamento mentale ha potuto pensare di fare all’interno della Tramp Tower una cascata al posto di una semplice portineria!

Se devo dirla tutta non ho particolare simpatia per Tramp, anzi è un uomo che non mi piace ne’ per l’atteggiamento ne’ per le cose che fa, ciò non toglie che sul pensare in grande è un modello indiscusso. Per qualche ulteriore spunto (Pensa in grande e manda tutti al diavolo).

“Solo se hai pensato al tuo business in grande puoi renderlo tale”.

Lo sentiamo ormai dire tante volte in diversi contesti ma non fa mai male ricordarlo,

“Spesso i limiti che troviamo per il nostro successo è un limite che ci siamo dati noi stessi”

Ma inizia con una nicchia

Il passaggio che però voglio sottolineare è che pensare in grande è importante perché serve per fissare l’asticella, o definire il punto d’arrivo. Inizia però dal piccolo!

Il percorso che ti invito a fare, quindi, per ottenere risultati sia come atteggiamento mentale che concretamente in termini di strategia operativa è iniziare dal piccolo e poi pensare a come allargare il business che vuoi intraprendere. Individuare quindi una nicchia. Poi una volta ben presenziata la nicchia puoi lavorare su come ampliarla.

Sto leggendo in questi giorni un must dei libri che parlano di startup  Da Zero a Uno di Peter Thiel il quale fa notare come anche i nostri miti di startup che oggi sono esempio e modello per competitività e dimensione abbiano iniziato proprio da piccoli mercati.

Case stories

In Amazon che oggi è un colosso mondiale che vende qualsiasi cosa in quasi tutto il mondo ha iniziato con un mercato piccolo. Jeff Bezos racconta infatti che pur avendo già in testa un’azienda multinazionale che avrebbe venduto ogni cosa raggiungendo clienti in ogni parte del globo, ha iniziato a vendere all’inizio solo libri e per consegne solo nel territorio facilmente raggiungibile in modo da organizzare bene tutto il sistema. Ha ampliato il business solo quando il sistema funzionava perfettamente.

Ha capito che in quella nicchia per la facilità della gestione della spedizione e la possibilità di offrire un scelta molto più ampia del qualsiasi libreria convenzionale poteva essere molto competitivo.

Solo dopo aver ben dominato quel mercato ha deciso di ampliare l’offerta sia allargando il territorio servito che aumentando la vendita di tutti gli altri prodotti.

Facebook; lo stesso. È un’azienda che ha iniziato tra le aule di Harvard u servizio per tenere in contatto gli studenti dell’università. È poi ha scalato tutto il mondo.

Per garantirsi un mercato solido dice Thiel bisogna trovare il proprio piccolo mercato e monopolizzarlo:

Ogni startup è piccola all’inizio…. ogni startup deve iniziare con un mercato molto piccolo. Meglio sbagliare per aver cominciato in un mercato troppo ridotto. Il motivo è semplice: è più facile dominare un mercato piccolo che uno grande. Se pensate che il vostro mercato iniziale sia troppo grande, quasi certamente lo è.

Adesso tocca a te

Dopo aver individuato il mercato che vuoi soddisfare col tuo prodotto o servizio concentrati su chi sono i tuoi clienti indirizzando i tuoi sforzi organizzativi su quel preciso segmento.

Conosci al meglio quali sono loro caratteristiche e in che modo puoi fare per creare con loro un rapporto di fiducia. Mira a ritagliare nella mente del tuo cliente uno spazio relativo alla tua professionalità. In modo che possa associare a quell’esigenza il nome tuo prodotto o servizio.

Solo dopo aver occupato quello spazio mentale hai la possibilità di andare avanti e fare grande il tuo business.

Curiosità, chiarimenti o ampliamenti o semplici commenti sempre apprezzati sull’apposito modulo in basso.

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