13 Ago 2017

Quando cominci a fare l’imprenditore hai solo un obiettivo; quello che la tua azienda funzioni; che prenda il largo. Che ciò che hai immaginato dentro la tua testa con la fantasia diventi realtà e che garantisca benessere a te e alla tua famiglia. “Paga prima te stesso” in quel momento è una frase che non riesci neanche capire.

Concentrato su questo obiettivo che è più di medio/lungo periodo è molto comune perdere di vista le priorità di breve periodo. In fase di avvio le risorse economiche sono scarse, e consideri secondario anche pagare te stesso.

Lavoro sull‘azienda versus nell‘azienda

Michael Gerber nel suo libro The E-myth revisited dice che il founder di un’azienda deve lavorare “sull‘azienda” e non “nell’azienda”.

Lavorare sull‘azienda significa costituire un sistema di persone e processi capace di gestire il business autonomamente e non, come invece spesso fa che è alla prima esperienza, assumere personale a cui spiegare cosa devono fare continuamente.

Inizialmente, però, qualsiasi imprenditore lavora nell‘azienda. Deve anche lui capirne i meccanismi e migliorare  i processi. Si occupa di diverse attività durante questo periodo. Spesso devono trascorrere anni perché i processi si stabilizzino e si possa trasferire ad altri dipendenti la propria esperienza.

Il tempo del founder dedicato a questa fase ha grande valore per l’azienda ed è un lavoro che dovrà essere retribuito dopo avere compiuto il passaggio al nuovo team di dipendenti.

Alla luce anche dell’apporto decrescente dell’imprenditore nell‘azienda all’aumentare della dimensione aziendale la percentuale di retribuzione sul fatturato deve essere più alta nella fase di start-up e andrà diminuendo, invece, al crescere del business.

Liberati, quindi, dalla sindrome del martire! Perché non c’è motivo per cui il founder non debba essere retribuito.

La tua attività, inoltre, non solo deve essere pagata ma anche per prima; ecco alcuni perché…

Paga te stesso per primo

Voglio farti riflettere su due conseguenze importanti che ha pagare se stessi per primo nel contesto aziendale. Uno nei confronti di se stessi e l’altro nei confronti degli altri dipendenti, membri del team aziendale:

Tieni sempre presente che il tuo business è al tuo servizio e non viceversa.

L’azienda, anche se nasce dalle nostre passioni, presi dalle mille attività possiamo trasformarla in un qualcosa di diverso. L’azienda va sempre considerata alla fine un strumento al nostro servizio e che deve garantirci benessere. Perdere di vista questo può significare fare scelte sbagliate e pericolose.

È molto facile, mentre sei concentrato sull’obiettivo, dimenticare che il business che stai creando deve portare benessere e abbondanza prima di tutto a te. altrimenti non ha motivo di esistere.

Altrimenti non è un business ma beneficienza.  Che ha un altissimo valore etico e non è mai troppa quella che si fa, ma è un’altra cosa. Quella semmai viene un attimo dopo che hai conseguito i risultati economici col tuo lavoro.

Dai valore al tuo lavoro da leader nei confronti del team

Nel mio post sulla leadership, La leadership si può imparare non imitare Carlo Ancellotti, parlo di quanto è importante per un leader l’attenzione e il rispetto per le persone. Per questo è importante che ad ogni livello il messaggio del leader sia univoco.

Che affidabilità può dare un leader che da un lato prende le decisioni per tutti in azienda e dall’altro non riesce a preoccuparsi neanche di se stesso?

Considera il paradosso che si può creare in una organizzazione in cui tutti all’interno dell’azienda sono tutelati tranne il leader.

Pagare per primo il leader in azienda, invece, significa comunicare un sistema che è, ancora una volta al servizio delle persone che ci lavorano e che l’imprenditore, in quanto a capo del team di lavoro, è il soggetto che maggiormente deve essere sostenuto. Ogni difficoltà aziendale, quindi, è di tutti. E tutti devono preoccuparsi di risolverla, nell’interesse del leader e di loro stessi.

Un conto a parte

Il fatto è però che nella quotidianità delle attività che si compiono, se non si trova una modalità automatica con cui venga davvero pagato per primo, non si troverà mai la liquidità per implementare questa regola.

Il modo per far si che questo accada è utilizzare un conto a parte che prevede una percentuale automatica delle vendite da far confluire direttamente; come suggerisce Mike Michalowicz nel suo libro “First profit”.

Non tagliare il tuo salario per far sì che i numeri del tuo business siano soddisfacenti . L’obiettivo di ogni business è che funzioni, e questo si ottiene attraverso l’efficenza. La tua sindrome del martire non sta facendo un favore a nessuno; fare di te l’agnello sacrificale non risolverà il problema dell’efficenza; al contrario la ostacola.

Ti sei trovato già nella posizione dell’agnello sacrificale per il tuo business? Condividi la tue esperienze qui o sulla mia mail vincenzo@coachingdimpresa.com

 

 

Comment (1)

  1. Come fare soldi con le tue passioni anche da casa

    […] Leggi anche : Paga prima te stesso, liberati dalla sindrome del martire! […]

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