09 Set 2018
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La mente imprenditoriale non è esclusiva degli imprenditori. Anche il dipendente sempre più deve cominciare ad assumere questa mentalità se vuole far sopravvivere il suo lavoro.

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Trovare il lavoro dei tuoi sogni presuppone un buona competenza nel gestire la tua candidatura a partire dalla presentazione del tuo CV.

In qualsiasi attività continuamente si ricevono CV e proposte da candidati in cerca di lavoro. Anche in azienda da noi ne riceviamo tanti e malgrado abbia letto e guardato i contenuti di molti CV,  profili social e abbia gestito diversi colloqui in altri periodi della mia attività non riesco ancora ad accettare come i candidati riescano a compiere tante ingenuità nelle risposte, nei loro gesti, nelle cose che dicono nei social e in generale a tenere comportamenti controproducenti rispetto ai loro desideri. Inadeguati alla richiesta che stanno facendo.

Spesso anche chi ha superato una interview non ha la consapevolezza del motivo per il quale ha ottenuto quel risultato o spesso del perché non l’hanno ottenuto. Ecco allora una lista delle cose da non fare in modo da individuare quelle che invece vanno fatte per avere credito dalle persone in cerca di nuovo figure professionali.

Certo, ognuno ha le proprie caratteristiche e attitudini ed è per questo che la prima consapevolezza dovrebbe acquisirla proprio verso quello che veramente vuole fare. Può per questo aiutarti a farti trovare una risposta il mio post Come trovare il lavoro che fa per te.

1. Inviare un CV non curato e avere un’immagine non curata su LinkedIn

Sfrutta al meglio l’opportunità che hai di fare un’ottima prima impressione!  Le prime impressioni non sono più quelle che avvengono faccia a faccia – la tua presenza on line e il tuo curriculum digitale sono le prime informazioni che arrivano ai selezionatori per decidere di fare la prima chiamata. Quindi, assicurati che la tua presentazione on line sia perfetta!

Falla breve, coincisa e prova a mettere un po’ di personalità nella presentazione. Senza strafare che può essere altrettanto contro-producente ma una maggiore attenzione alla grafica, ai caratteri o un paio di frasi più discorsive per trasferire l’interesse per quel lavoro può attirare l’attenzione da una serie di fogli grigi e impersonali.

I CV che funzionano sono quelli ben elaborati, ben disegnati e che possono essere aperti facilmente online. Un manager del recruiting dedica non più di 45 secondi prima di decidere di continuare a leggere il CV o di passare oltre, per questo assicurati che il CV sia semplice da scorrere e d’impatto fin dalle prime righe.

Qualche secondo dopo aver letto il CV il selezionatore andrà direttamente sul tuo profilo Linkedin. Non sai quante volte i candidati non hanno nemmeno una foto, o peggio, una foto per niente professionale. Fai una buona foto del viso – non deve essere fatta professionalmente o cara. Semplicemente mettiti in piedi dietro ad un muro bianco, indossa qualcosa che sia indicato per un contesto professionale, basta anche una semplice camicia con un colore classico unica tinta, e trova un amico che te la possa scattare. Evita, invece, quei selfie spesso sfocati che capita di vedere. Il tuo profilo digitale è almeno tanto importante, se non di più, del tuo CV. Per questo importante che dedichi tempo alla tua presentazione on-line per far sì che la tua immagine sia coerente con quello che vuoi che il tuo recruiter veda. Includi esempi del tuo lavoro, raccomandazioni dai tuoi datori di lavoro precedenti e qualsiasi altra cosa che pensi sia davvero importante per rendere la tua presenza online  il più possibile robusta.

2. Deludente performance nel collquio
Trovare informazioni su internet o coaching nella maggior parte delle Università sulle regole da sapere sulle interview è davvero molto facile. Per questo sono sempre sorpreso da quanto sia alto il numero di candidati che sembra dimentichi le basi di comportamento in colloquio di lavoro. Arrivare in orario, vestirsi professionalmente, avere una copia del proprio CV, non masticare gomme e non interrompere le persone quando parlano. Per me, queste sono le caratteristiche di base per un buon candidato.

Anche mostrare agitazione è un aspetto che non contribuisce a lasciare una buona impressione durante il colloquio. So però che spesso questo non è un elemento del tutto sotto controllo dal candidato. Capisco che un colloquio di lavoro, specie i primi e per il lavoro dei propri sogni, possono essere, stressanti. Per questo ti consiglio di provare la tua presentazione davanti a uno specchio o meglio ancora di fare qualche altra interview per un lavoro che non ti interessa per provare l’esperienza con meno coinvolgimento. Ti servirà per avere un riferimento al colloquio dei tuoi sogni. Per il resto assicurati più volte di avere tutti i documenti con te e di avere un abbigliamento consono e perfetto per il contesto.

3. Risposte che non sono pensate accuratamente

Il desiderio di essere pronti nel dare risposta spesso gioca brutti scherzi e far rispondere in un modo controproducente. Per quanto mi riguarda io apprezzo molto di più quando un candidato ha ascoltato una domanda si prende un attimo di tempo per pensare alla risposta che vuole dare. Capisco il momento stressante e lo considero ma sicuramente rallentare un po’ prendendosi il tempo di dare una risposta può fare la differenza in un colloquio.

Poi, sii sempre attento e rispettoso. Anche quando hai capito bene il senso della domanda e sai cosa rispondere non interrompere mai il recruiter. Aspetta che finisca di parlare prima di parlare tu.

4. Parlare male delle precedenti esperienza lavorative

Non parlare mai male delle tue precedenti esperienze lavorative perché asciano pensare che porterai quello stesso approccio nel nuovo lavoro. Se viene fuori un errore o un punto negativo dalla precedente esperienza lavorativa, prenditi la responsabilità di quello che è successo e utilizzalo per mostrare la attitudine di apprendere dalle tue esperienze. E spiega l’esperienza con rispetto verso il tuo precedente datore di lavoro. Si può avere una cattiva esperienza – va bene, può accadere – ma nel momento in cui cominci ad accusare le persone o nominare i vecchi colleghi avrai perso buona parte dell’opportunità di avere quel lavoro.

5 Non curare il follow-up

Anche se può sembrare un consiglio di vecchia-scuola non sotto-stimare l’importanza dei ringraziamenti successivi al colloquio. Di solito anche una semplice mail in cui ringrazi per colloquio e l’attenzione dedicata può fare la differenza rispetto ad altri candidati. Un follow-up infatti mostra ai recruiter che sei cortese e attento ai dettagli; entrambe caratteristiche molto importanti per un’azienda.

Con queste note che ti ho segnalato in mente un altro semplice consiglio che ti posso dare è di essere autentico. Vai preparato, sii rispettoso e soprattutto sii te stesso. Tenendo presenti queste semplici raccomandazioni vedrai che sarai splendente alla tua prossima interview.

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